Boom di mini-market in Campania. Nuovo modello contro la crisi

La crisi dei consumi disegna un nuovo modello del commercio campano. Se resiste ancora la grande distribuzione organizzata, emerge il fenomeno dei mini-mercati: punti vendita, diffusi per lo più nelle aree urbane ad alta densità abitativa, con una dimensione che varia tra i 200 e 400 metri quadrati. Un assortimento prevalentemente alimentare e un tipo di servizio che ha le stesse caratteristiche del supermercato. Secondo il rapporto di Confcommercio sulle “Economie territoriali e il terziario avanzato”, in Campania si contano, nel 2011, 448 punti vendita di settore. Una delle presenze più cospicue al Sud insieme alla Puglia (692). Rispetto al 2009, i mini-mercati hanno registrato un incremento contenuto di punti vendita (più 84 unità) che ha interessato soprattutto il Sud (più 78 unità) e il Centro (più 44 unità): aree con maggiori potenzialità di sviluppo per queste strutture. Nelle regioni del Nord si è evidenziato, invece, un ridimensionamento (meno 38 unità). Flessione che interessa anche i supermercati. Nella nostra regione, gli analisti calcolano un trend negativo nel biennio 2009-2010 con la chiusura di 11 punti vendita. Unico dato in controtendenza rispetto alle altre regioni meridionali che mostrano, invece, una crescita seppur moderata.

Sostanzialmente stabile l’andamento territoriale degli ipermercati anche se il calo degli acquisti, da parte delle famiglie, ha messo a dura prova i risultati economici di molte strutture, provocando la chiusura di un punto vendita in ambito locale. Parallelamente, c’è stato un lieve calo (meno 2 unità) dei grandi magazzini: esercizi che propongono un assortimento di maggior qualità nel settore dell’abbigliamento, degli accessori e dei prodotti di bellezza e per la casa. Effetto di un processo di selezione, spiegano gli studiosi, che ha colpito soprattutto quelle aziende incapaci di rinnovare la propria offerta di prodotti e di servizi.
Sembra, inoltre, non conoscere crisi il commercio ambulante. In Campania è, infatti, presente una rete molto diffusa con 22.171 imprese operanti generalmente nei settori dell’abbigliamento, dell’alimentare e degli articoli per uso domestico. Su scala nazionale, a dicembre 2011, il numero complessivo delle aziende è di 175.913 con una diffusione territoriale diversificata che risente della varietà degli stili di vita e dei contesti socio-demografici e orografici delle regioni. La quota più rilevante di imprese è al Sud (oltre il 45 per cento), mentre nel Nord e nel Centro il numero è inferiore ed è pari rispettivamente al 35,2 e al 19,5 per cento. Fra i canali di vendita, infine, quello però dominante nel territorio campano è il commercio al dettaglio con oltre 99mila esercizi.

I numeri del comparto
• Piccolo dettaglio: 99.185
• Mini-mercati: 448
• Supermercati: 503
• Ipermercati: 23
• Grandi magazzini: 81
• Grandi superficie specializzate: 82
• Ambulanti: 22.171
• Altro: 2.512
Commercio: in regione è sempre il piccolo dettaglio a farla da padrone, seguito dagli ambulanti. Per Confcommercio i nuovi “fenomeni” sono i mini-mercati

Stefano Belfiore (fonte: Il Denaro)