Salerno: Villa Lupara e Civico 141 presentano “assapora la natura”

A Salerno si “assapora il gusto della natura”. Villa Lupara ospita l’essenza culinaria del ristorante Civico 141 di Scafati in una serata dedicata alla buona cucina e al vino “Il Puro”. Un viaggio tra i sapori di una volta. Un evento, in una location suggestiva, animato da musica jazz e blues.
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Giovani imprenditori salernitani crescono. E si prodigano per far conoscere le proprie attività produttive e le eccellenze eno-gastronomiche locali.
Gli artefici di “assapora il gusto della natura” sono Domenico Coppola, di 25 anni, e Carlo Virzo, di 26, proprietari rispettivamente di Villa Lupara e Civico 141. Due tipi intraprendenti che non si piegano alle difficoltà economiche del momento. E, anzi, rilanciano. Qualche anno fa Domenico – insieme a papà Gigi, imprenditore conserviero, a mamma Lena Leone e alla sorella Daniela – ha acquisito un vecchio casale di fine ‘800, situato in zona Croce a circa 400 metri sul golfo di Salerno, e ne ha fatto un posto incantevole. Oggi la sua azienda agricola – la cui gestione biologica è attestata con certificato di conformità del consorzio per il controllo dei prodotti biologici (ICEA) – produce ogni ben di Dio. Le stanze rimesse a nuovo permettono di accogliere turisti da ogni parte d’Italia e dal centro-nord Europa. Tra i vip ospitati spicca il nome dell’onorevole Enrico Letta. A Villa Lupara si organizzano serate a tema, eventi e cene di gala. “Ho deciso di organizzare la serata con Carlo – afferma Domenico – perché è un giovane che, come me, prova ad emergere. Iniziative del genere servono per far conoscere le nostre aziende, il ristorante Civico 141 e Villa Lupara. Presto molta attenzione alle sensazioni delle persone, cerco di conquistarne i sensi, dalla vista con una bella azienda immersa nel verde, al gusto con i buoni sapori della nostra terra, all’olfatto con il vino di qualità. Dal 2006 offriamo ai clienti solo ed esclusivamente i nostri prodotti biologici”. Carlo invece ha aperto, un anno fa, a Scafati e con l’aiuto del padre che gestisce un’agenzia di rappresentanza di prodotti e generi alimentari, il ristorante Civico 141, che definisce un “angolo di ristoro”. Una “meta ideale” per i gourmet più esigenti, “dov’è possibile fare un’esperienza multisensoriale, un sussulto di emozioni a 360 gradi, in un sublime equilibrio tra tradizione e innovazione, tra fantasia e sobrietà”, assicura. E sulla serata, aggiunge: “abbiamo accettato la sfida lanciata da Domenico. Loro hanno “messo” la location. Noi la nostra esperienza culinaria. Una cucina campana, tipica, un po’ rivisitata, ma non estremizzata, e presentata nel modo giusto”. Il risultato? Una bella serata estiva che, al chiar di luna, è stata aperta da un aperitivo a bordo piscina. In sottofondo la musica jazz/blues targata “Doppio senso“, un duo formato da Pasquale Ambrosio (sax) e Daniele Tagliaferro (voce e chitarra) che, tra una zuppa di pomodoro fredda con verdure croccanti e frittelle di mozzarella, un risotto con ragù di tonno e una millefoglie di pesce bandiera su insalatina di zucchine e pinoli tostati, ha allietato i circa cinquanta ospiti di Villa Lupara.
La cena, intrigante e coinvolgente, è stata “bagnata” da un delicato vino bianco: Il Puro. Una falanghina (Igt Campania, annata 2011), con aggiunta di malvasia, senza solfiti, prodotta dal 2008 da Villa Lupara. Il Puro è anche rosso, di grande struttura, dal sapore armonico, caratterizzato da un ventaglio di sentori fruttati e balsamici, ottenuto dall’innovativa vinificazione di uve Aglianico e Merlot coltivate nel rispetto dell’agricoltura biologica. “Il “Puro” – sostiene Coppola – non è semplicemente un ottimo vino, ma è il risultato di cinque anni di studio e prove sperimentali portate avanti con caparbietà e perseveranza dalla nostra famiglia, ferma nei propri principi professionali che permettono di ottenere produzioni agricole trasformate di grande qualità, nel rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore.
L’agriturismo Villa Lupara nasce senza stravolgere la naturalità del luogo a cominciare dal nome che è lo stesso della strada in cui è situata l’azienda. L’arrivo alla struttura è un tuffo in un passato rurale e naturale di fine ’800. Ad accogliere i clienti è un ulivo di oltre mille anni e qualche pianta di agrumi. Passeggiando sotto le viti, tra mirtilli, fichi e alloro, si arriva all’agorà della villa, dove tra ulivi, erbe aromatiche e siepi si nascondono gli ortaggi di stagione. Nell’orto si possono scovare colture tradizionali come il pomodoro San Marzano e il Corbarino. Nel frutteto, oltre ai tipici agrumi amalfitani, svariati tipi di alberi da frutta. “L’agriturismo – conclude Domenico Coppola – è stato ristrutturato usando quasi esclusivamente materiali naturali ed ecologici, puntando al recupero di oggetti che avevano terminato la loro esistenza strutturale, ridando agli stessi una nuova vita con il fascino della loro storia passata. Nello stesso tempo sono stati studiati e realizzati sistemi che permettono un importante risparmio energetico”. A certificare la bellezza del luogo ci pensa (o meglio, ci pensò) Henry Wadsworth Longfellow, poeta e scrittore statunitense, vissuto fra il 1807 e il 1882. Il professore, grande estimatore di Dante, fece nel 1828 un viaggio in Italia. Al suo ritorno in patria, pare, abbia scritto la seguente lirica, dal titolo “o paese incantato!”, dedicata a Salerno.
In molle curva, dal promontorio che lontan si sperde, L’azzurra baia di Salerno s’apre, con la sua falce di candida arena,
Ancor più lungi, verso il punto estremo, Sulla costa onde sfuma un vel di nebbia, I contorni lontani, Pesto giace,
Morta ruina; e le sue rose in fiore, par tingano il fatal cielo, di questo paese del destino”.

Basilio Puoti