Dalla Cina a Napoli, l’Esercito di Terracotta (in mostra fino all’8 aprile) incontra il Museo archeologico nazionale

C’è tempo fino al prossimo 8 aprile per visitare la straordinaria mostra “L’Esercito di Terracotta e Il Primo Imperatore della Cina” nella Basilica dello Spirito Santo, in via Toledo 402 a Napoli. Una mostra che ha conosciuto un grande successo di pubblico: in tre mesi 50mila persone hanno visitato la mostra internazionale. Numeri da grande esposizione e tante richieste che hanno convinto gli organizzatori a prorogare la mostra fino all’8 aprile 2018 e che ha portato all'”incontro” con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli.«Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto fino ad ora – ha commentato il curatore italiano della Mostra, Fabio di Gioia -. L’Esercito di Terracotta il Primo Imperatore della Cina è tra le più visitate Napoli. Questo dato ci ha confermato il forte interesse che l’eccezionalità dell’esposizione ha stimolato, non solo da parte di singoli visitatori, ma anche di scuole gruppi provenienti da tutta Italia e dall’estero. È stato il passaparola ad alimentare la curiosità verso la mostra e questo dimostra quanto la città sia viva e attenta alle novità».

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Fino a domenica 8 aprile 2018 (data ultima per visitare la Mostra “L’Esercito di Terracotta e Il Primo Imperatore della Cina”, Orari, tutti i giorni: dal Lunedì alla Domenica  10.00 – 20.00), i visitatori, muniti di biglietto del MANN, avranno diritto di esplorare l’Esercito di Terracotta ad un prezzo scontato, dal lunedì al venerdì. Inoltre, visitando la mostra in via Toledo 402, il pubblico potrà usufruire di uno sconto sul biglietto di ingresso al MANN nei giorni feriali. «È noto che nel mondo antico dominarono, senza conoscersi direttamente, due grandi imperi millenari: quello romano e quello cinese – dichiara Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico di Napoli -. L’aquila e il dragone, come fu sintetizzato nel titolo di una mostra di qualche anno fa, espressero una dimensione di ordine, di organizzazione e di cultura non paragonabili, per spessore e durata, con altri imperi, costituendo un modello e un punto di riferimento anche per i potentati che sorsero successivamente, fino ai nostri giorni. Oggi, nel quadro di azioni consolidate di reciproco sostegno e valorizzazione tra il paese Italia e la Cina, Il MANN organizza in Cina esposizioni che affrontano temi legati alla vita quotidiana, all’arte e a molti altri aspetti della civiltà romana, partendo da Pompei che ne rappresenta nell’immaginario collettivo mondiale, insieme al Colosseo, la sintesi, allo stesso modo dell’esercito di terracotta di X’ian e della Grande Muraglia, qui rappresentata a Napoli». A suggellare questa partnership, una serie di incontri sul tema dell’Archeologia, che si tengono tra il MANN e la Mostra.

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La Mostra è una produzione LiveTree e Terminal 2 con la collaborazione di Medea Art e Vivaticket. 

LA MOSTRA. Un viaggio straordinario nell’Antica Cina di 2.200 anni fa. La mostra rappresenta l’esposizione più completa mai creata sulla necropoli, sulla vita del Primo Imperatore e sull’Esercito di Terracotta, ottava meraviglia del mondo per l’impatto visivo, perfettamente restituito dall’estensione della Basilica cinquecentesca dello Spirito Santo, situata nel cuore del centro storico di Napoli. Si rafforza così il legame tra la città partenopea e l’antichissima cultura cinese, facendo seguito   a molte iniziative, nel cui novero rientrano il Festival del film documentario “Luci dalla Cina” e “Milleunacina”, realizzati dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi L’Orientale di Napoli. L’estremo Oriente incontra ancora il Meridione, in un incredibile scenario, con più di 300 riproduzioni tra statue – oltre 170 soldati -, carri, armi e oggetti scoperti nella necropoli. La scelta della Basilica dello Spirito Santo non è casuale: l’imponente luogo di culto, simbolo della spiritualità e della cultura cattolica, richiama la sacralità e la forza del Mausoleo che ospita le statue in Cina. Un parallelismo unico nel suo genere in un incontro tra culture antichissime che pone al centro l’Esercito di Terracotta del Primo Imperatore della Cina, una delle più grandi scoperte archeologiche del 20° secolo, proprio come il ritrovamento della tomba di Tutankhamon, le grotte di Lascaux e Machu Picchu. Sotterrato nel suolo dello Xi’An, nella Cina orientale, l’esercito fa parte del mausoleo dedicato all’Imperatore. Le statue, le armi, le armature, i carri da guerra, il vasellame e gli oggetti che richiamano alla vita quotidiana dell’antica Cina, presenti nella mostra, sono ricavati dagli unici calchi esistenti, frutto del lavoro e delle attente rifiniture di artigiani cinesi della regione dello Xi’An, che portano avanti la grande tradizione dell’arte orientale. La spettacolarità delle statue è esaltata anche da un’installazione luminosa con inserti audiovisivi, creata per la mostra. Videoproiezioni su schermi giganti, audioguide e una zona interattiva contribuiscono a far immergere il visitatore in un’atmosfera unica.

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Per Virginia Gangemi, professore emerito della Federico II, vice – presidente della sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, “L’inaugurazione a Napoli, per la prima volta in Italia, della prestigiosa mostra “L’Esercito di terracotta e il Primo Imperatore della Cina” offre l’occasione per proporre alcune riflessioni in merito alla vivacità culturale che sembra caratterizzare in questa fase di vita la nostra città. Vivacità testimoniata dal susse- guirsi di eventi (aperture di nuovi musei, importanti mostre attivate presso musei storici) che richiama- no l’attenzione e l’interesse non solo dei nostri abitanti, ma anche e soprattutto di un turismo qualificato, alla ricerca di emozioni e di scoperte nuove. Questa mostra rappresenta un concreto esempio di “attrattore turistico” di particolare livello qualitativo che, utilizzando adeguati strumenti di comunicazione, può costituire un richiamo non solo per il turista straniero. I presupposti per prevedere per questo evento un notevole successo di pubblico ci sono tutti: in mostra un intero esercito di soldati, nonché oggetti di particolare valore artistico, tutti realizzati in terracotta, materiale straordinario, antico e moderno al tempo stesso, in uso anche al tempo dei greci e dei romani. In conclusione occorre sottolineare ed apprezzare il notevole impegno e competenza che ha richiesto l’organizzazione di questa mostra, che implica il trasferimento e l’istallazione di opere così preziose e delicate, nonché la cura di un allestimento particolarmente scenografico e innovativo”.