Ad Avellino la mostra su Giovanni Battista

ANTOLOGICA Giovanni Battista (1858-1925)” è la mostra organizzata in occasione dei 160 anni dalla nascita del pittore romantico avellinese e realizzata dal Comitato per la tutela dell’Opera di Giovanni Battista e dall’Archivio dei pittori irpini del Diciannovesimo secolo con la collaborazione degli Amici del MdAO, dell’Associazione Culturale ACO e del MdAO – Museo d’Arte. La mostra ideata e curata dal critico d’arte Stefano Orga con la direzione artistica di Michela Femina. Il Vernissage è in programma venerdì 6 aprile 2018 alle ore 18,30, nel Circolo della Stampa, presso la Prefettura, in Corso Vittorio Emanuele, 6 ad Avellino. Anfitrione dell’evento è il Dott. Eleuterio Tomaselli, che legge i messaggi pervenuti fra cui quello del cardinale Crescenzio Sepe.

 Pescatori sullo scoglio delle sirene a Capri, 1886, tm, 35.6 x 53 8 - Pescatori a Sorrento, 1892

Dopo i saluti del Prof. Orga, alle 19,15, è prevista la presentazione dell’elegante catalogo della mostra che ripercorre l’itinerario creativo del pittore avellinese, che in modo del tutto personale ha saputo interpretare lo spirito dell’Ottocento romantico napoletano. Si confronteranno con il testo il prof. Angelo Cutolo e il pittore Francesco Roselli. Conclude il Prof. Orga. La presentazione è coordinata dal Dott. Tomaselli. Il prof. Stefano Orga afferma: “L’antologica dedicata al pittore Giovanni Battista non vuole essere unicamente la riscoperta di un artista che merita una più coerente collocazione nel panorama della storia dell’arte irpina, non ancora esteticamente ben definita, ma intende tributare uno splendido omaggio ad un periodo artistico compreso fra gli ultimi decenni dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. L’attività artistica di Battista è incentrata sulla veduta paesaggistica, che mostra la sua assoluta ispirazione, di matrice romantica, e la sua elevata competenza tecnico – compositiva, realizzando così opere di alta qualità”. Il direttore artistico Michela Femina spiega: “Questa mostra è realizzata per celebrare il 160° anniversario dalla nascita del pittore avellinese. La rassegna ostensiva ha lo scopo di far osservare e conoscere alcuni dei capolavori “nascosti” di Battista, molti dei quali sono inediti ed esposti per la prima volta. L’evento culturale rende omaggio al linguaggio pittorico di Giovanni Battista. Attraverso le varie opere in mostra emerge la grande maestria, l’originalità compositiva e la sapienza coloristica, che è resa molto bene dall’uso del guazzo, dei pastelli, e delle tempere, caratteristiche queste che ne fanno una figura notevolmente interessante nel panorama della pittura napoletana di fine Ottocento e del primo Novecento”.

17 - Castel dell'Ovo, 1923, tm.19x37,5 13 - Strada costiera ad Ischia, 1920, 19x38

Il giorno seguente sabato 7 aprile alle 17,30, sempre nel Circolo della Stampa di Avellino, è previsto il Seminario di Storia dell’Arte“Giovanni Battista il pittore avellinese”, organizzato dagli Amici del MdAO, con la partecipazione del Prof. Orga che tratta il tema “Il pittore avellinese”, della Prof.ssa Elvira Preziosi,  del Prof. Angelo Cutolo, del Dott. Giuseppe D’Amore, del Dott. Franco Iannaccone, del maestro Francesco Roselli, del Dott. Pasquale LucaNacca, del Dott. Eleuterio Tomaselli, di Don Gerardo Capaldo. L’evento è moderato dal giornalista Gianni Festa che legge i messaggi pervenuti fra cui quello dello storico Prof. Andrea Massaro.

La Mostra è aperta fino a domenica 8 aprile 2018. Gli orari della mostra sono quelli del Circolo della Stampa di Avellino: dalle ore 10 alle 13 e dalle 17 alle 20, anche il sabato e la domenica. La mostra è ad ingresso libero, per gruppi di persone, scuole, famiglie sono previste visite guidate su prenotazione. Per informazioni: mdao@libero.it – 371.1478896.

23 - tarantella a Posillipo, 1898, 60x80

Giovanni Battista nacque ad Avellino il 7 aprile 1858, da una numerosa ed umile famiglia contadina, che abitava nella zona di “Contrada Vasto”. Fin da bambino si appassionò al disegno e all’arte. Apprese i primi rudimenti della pittura presso lo studio avellinese del rinomato artista Cesare Uva (1824-1886), lontano parente, che lo indirizzò verso i canoni del vedutismo romantico di stile posillipista. Cesare Uva lo spronò a recarsi a Napoli per continuare gli studi presso il Regio Istituto di Belle Arti, che frequentò con regolarità e con profitto, conseguendo la Licenza in Belle Arti. A Napoli seguì gli insegnamenti di Stanislao Lista (1824-1908); anche se fu molto attratto dalle tematiche espressive e compositive della Scuola di Posillipo. Nel 1877 conobbe il grande artista Eduardo Dalbono (1841-1915) che esponeva alla “Promotrice Salvator Rosa”, dal quale rimarrà influenzato nella produzione artistica. Viaggiò molto in Italia, visitando particolarmente il Lazio, la Liguria, la Lombardia, la Toscana, l’Emilia e il Veneto. All’estero visitò Parigi, in Francia, nel 1899. Prese casa a Napoli, dopo il 1908, in una traversa fra Via Chiatamone e Via Partenope, ove ha vissuto fino alla morte. Si spense a Napoli, sua città adottiva, il 18 gennaio 1925.