“Cari dannati”, a Napoli va in scena un viaggio nell’inferno dantesco

Un viaggio nell’inferno dantesco per incontrare tredici personaggi famosi e simpatici interpretati in chiave moderna con ceramica, assemblaggi e pannelli forex. A Napoli, in Vico del Vasto a Chiaja 52, da venerdì 19 maggio, a partire dalle 18:30, è in programma l’inaugurazione della mostra di Leonora Velasquez Di Domenico & Claudio Rubano, con la presentazione del prof Fabio Rocca. La Galleria d’arte è aperta dal lunedì al sabato dalle 9:30 alle 13:30 e dalle 16 alle 20. Sarà possibile visitare la mostra fino a sabato 27 maggio.

“La mostra di Claudio Rubano e Leonora Velàsquez è un’esperienza visiva coinvolgente e armoniosa, in cui i due artisti, che da anni collaborano strettamente, hanno prodotto sculture in ceramica e raffigurazioni pittoriche di tredici personaggi dell’Inferno dantesco – spiega Fabio Rocca -. Queste ultime sono state realizzate tramite una tecnica personale, stampando successivamente le immagini su pannelli in forex, riproducibili in copie numerate, che completano e arricchiscono l’esperienza estetica complessiva dell’esposizione. Pur in qualche modo astratti, i dannati sono riconoscibili. Minosse, il giudice infernale che assegna ai dannati le loro pene, è rappresentato con la sua coda serpentiforme. Paolo e Francesca, l’amore proibito punito nell’Inferno, cercano un abbraccio impossibile; personaggi come il Conte Ugolino, che si nutre della carne dei propri figli; Manto, la profetessa, viene rappresentata nella sua incapacità di guardare avanti; Ulisse, deciso ad andare oltre le colonne d’Ercole, si perde nell’infinito; Bertram dal Bornio regge come lanterna la propria testa staccata dal corpo; tocca invece immaginare Lucifero scaraventato nell’abisso e le sue tre teste intente a divorare i dannati. La perdita e la disperazione rendono la mostra assai coinvolgente. Le opere sono caratterizzate da un senso di vitalità e di energia che rispecchia la passione per l’arte. Gli artisti infatti riescono a trasmettere l’angoscia e il dolore dei personaggi condannati a una pena infinita. La scelta di modellarli in ceramica o altri materiali fragili e delicati, contrasta con la visione delle figure potenti descritte da Dante nella sua opera. Questa mostra unisce la tradizione artistica italiana, la creatività contemporanea e la rilevanza universale della Commedia e coincide con un’esperienza artistica che non solo celebra la bellezza dell’arte e della cultura, ma anche la complessità e la profondità della condizione umana. La rappresentazione dei personaggi dell’Inferno dantesco ci invita a riflettere sulla natura del male e della sofferenza e sulla loro presenza nella nostra vita”.

LEONORA VELASQUEZ DI DOMENICO

Nata nella città di Medellín, Colombia; con due lauree, una in Disegno di architettura e Ingegneria e l’altra in Scienze dell’Educazione con dottorato dell’Università Complutense di Madrid, dove studia col maestro Laureano Sastre pittura barocca, fa un corso in tecniche di rappresentazione grafica e prospettiva in design d’interni, e studia aerografia artistica e illustrazione. Fa la sua prima mostra a Madrid. Al suo ritorno dalla Spagna, inizia gli studi nell’Accademia di Belle Arti di Medellín e frequenta il laboratorio di pittura della Maestra Libe de Zulategi, notevole come artista e critica di arte; con lei studia per
dieci anni; dopo l’Accademia, occupa la carica di Direttrice Esecutiva della Fondazione Biblioteca di Itagüí Diego Echavarría. Dal suo arrivo in Italia, ha percorso gran parte del territorio italiano, col fine di perfezionare le sue diverse tecniche. Stabilì in primo luogo il suo domicilio a Roma, quindi si trasferì a Castelnuovo di Conza nella Provincia di Salerno, paese dei suoi antenati. Suo nonno Giovanni Di Domenico, insieme ai cugini Francesco e Vincenzo, al fratello Donato e ai parenti Giuseppe ed Erminio di Ruggiero Cozzarelli agli inizi del Novecento portarono il cinema in America latina, dove crearono la casa di produzione SICLA (Società Industriale Cinematografica Latinoamericana) e dove vengono ricordati come i Lumière del cinema sudamericano. Leonora ha presentato le sue esposizioni in Colombia, Italia, Spagna, Berlino e Slovenia.

CLAUDIO RUBANO

Ex professore Universitario di fisica teorica, si è occupato durante la sua professione di Relatività Generale e Cosmologia. Ha però sempre coltivato interessi musicali ed artistici. Appassionato fotografo per molti anni, ha documentato i suoi viaggi e la città di Napoli, anche attraverso immagini elaborate in camera
oscura. Si è dedicato in tempi più recenti alla ceramica producendo vasi e sculture in vari materiali: creta rossa e refrattario sia naturale che ingobbiato o smaltato. L’incontro con Leonora Velàsquez Di Domenico ha dato inizio a un sodalizio di vita ed artistico con la creazione di sculture, in parte ispirate dalla sua formazione scientifica. Anche la scelta dei materiali ha subito un’evoluzione: alla ceramica si è affiancato o sostituito il legno e il metallo, quando si rendeva necessario. La serie dei sensi è il frutto principale di questa collaborazione in cui l’idea di partenza, che nasce da uno dei due, viene elaborata e poi realizzata attraverso la discussione e il lavoro comune. Le opere sono state presentate in mostre alle Scuderie di Villa Favorita di Ercolano, a Torino, Scandiano e alla galleria Fiorillo di Napoli.